Questa destra e questo paese
Partiamo dal principio, una cosa per volta.
I fatti: un biondissimo Cristiano, estremista di destra, ha fatto fuori circa 100 persone in Norvegia. Con un giro largo di perifrasi (che sarebbe un giro giro largo largo di parole parole) alcuni politici e giornalisti hanno cominciato ad attaccare la società multiculturalista.
In pratica, hanno rafforzato e dato spago alle idee di un pazzo. Hanno detto che la violenza è una cosa sbagliata, poi sono passsati ad affermare che, tutto sommato, il nazista norvegese non aveva delle idee folli sulla guerra santa ai musulmani. Hanno affermato che la guerra ad una società aperta è una cosa giusta. Tutto questo sullo sfondo dell’omicidio di cento ragazzini tra i dieci e i quindici anni.
A fare eco a queste prese di posizione c’è parte della destra mondiale, dalla Lega Nord a Feltri, fino ad arrivare al Jerusalem Post. La chiesa cattolica non parla. In pratica la “politica” di destra, perdente sul versante economico e finanziario, incapace di gestire la crisi (è sotto gli occhi di chiunque), tende ad estremizzare polemiche infilando i propri grassi culi nel letame.
In assenza di argomentazioni e obbiettivi raggiunti (o raggiugibili), spronare le proprie truppe a scendere in guerra è l’unica cosa che la destra ha in mano. Invece, dovrebbero sparire, ammutoliti e schiacciati dal silenzio dello scempio che hanno contribuito a produrre.
Un mondo senza questa destra, questa destra, questa destra, questa destra, questa destra, questa destra, sarebbe sicuramente un mondo più sicuro e civile.
Per quanto riguarda l’Italia c’è poco da aggiungere. Un paese che non ha più il senso della civiltà si affanna a dire che il problema è la soluzione trovata da altri (vedi la civile convivenza). E’ lo stesso paese che si preoccupa del fatto che al massimo, il killer, potrà essere condannato a 21 anni, lo stesso Paese che dava risalto al fatto che ”la gente volesse linciare il tizio” e poi guardando le immagini, “la gente che voleva linciarlo” era uno che avrà avuto 20 anni. Uno solo.
Siamo un paese che fa ridere pure quando c’è solo da piangere













