{ Mercoledi Gennaio 25, 2012 at 9:53 }

So long and thank’s for all the rice & beans / pt.1

Trentasette gradi, 100% di umidità che l’aria intorno al mio corpo spiaggiato su un lenzuolo bianco sporco sembrava quella dei bagni turchi, un ventilatore che andava troppo lento per far girare l’aria e l’orologio che segnava le 4,32 del mattino. Ero stato svegliato alle 4,30 da un articolato movimento sinfonico composto da miagolii di gattini, trillini e musichette. 

Alle 4,32 la cicciona ha cominciato a tossire. Alle 4,33 lo spagnolo e l’americana che dormivano sui due letti a castello di fronte al mio si sono messi ad armeggiare con delle buste di plastica. Simpatici. Alle 4,40 la cicciona continuava a tossire e io speravo che potesse morire velocemente strangolata dal catarro, la coppia rastamanna ispanico-yankee aveva aggiunto un nuovo elemento di disturbo: una torcia da speleologo.

Alle 4,50 era cominciato il viavai per la doccia, ed era stato sdoganata da un’amica della cicciona tisica la chiacchiera a voce alta. Alle 5, Frappa ha cominciato a bestemmiare in Italiano. Alle 5,10 ha cominciato a bestemmiare in italiano a voce alta con un intervallo di dieci secondi tra una bestemmia e l’altra.

Alle 5,30 erano tutti a fare la borsa, finché due tedesche hanno deliberatamente deciso che andava accesa la luce: una lampada alogena situata a un metro e mezzo dai miei piedi. In quel preciso istante, Frappa è uscito dal piano inferiore del letto a castello, è schizzato dritto come una molla, ha guardato la tedesca e ha detto “Eh no, Porco il vostro *i*”, poi si è voltato, e prima di spegnere la luce ha urlato con fare minaccioso: “Fucking idiots, stop this mess, we’re trying to sleep. If you can’t, just don’t come to sleep in dorm. And you - puntanto un dito contro la cicciona - you’re sick, take a fucking pill”.

Alle 5,31 era tornato il silenzio.

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